«Illusione dolce chimera sei tu
che fai sognare in un mondo di rose
tutta la vita
illusione è il profumo che invita
d'una bocca assetata
e la credi baciata»
Aurelio Fierro, Signora Illusione.
La luce dei giorni che precedono il
solstizio è meravigliosa, unica nel suo splendore e quel tramonto a cui
assistevo si componeva di colori tenui che lo rendevano particolarmente
ingannevole perché simili a quelli pastello dell’alba. Se non fosse per la
certezza di guardarlo ad ovest e per l’ineluttabilità del buio che sarebbe
sceso da lì a poco, quei toni avrebbero tratto in inganno il cuore spingendolo
ad attendere un nuovo giorno…
Simile a questo abbaio è l’inganno di
chi non ha parametri per orientarsi. La mia finestra è aperta a sud: da lì ho
visto albe e tramonti, giorni nascere e spegnersi, il sole che determina, con
ciclicità, lo scorrere dell’unico tempo misurabile.
Un amico, giorni fa, mi ha detto che
la mia critica nei confronti della sinistra dava l’idea dell’atteggiamento dell’amante
tradita…
Seguendo questa metafora, affermo che
non è assolutamente così.
La mia attitudine è, piuttosto, quella
di una moglie che si era illusa, che non si era resa conto, durante i lunghi
anni di matrimonio, del fatto che l’uomo, che aveva sposato e a cui aveva dedicato
una gran parte della sua vita, fosse un essere abietto. Ho scritto due libri e
diversi articoli in cui chiarisco ampiamente il concetto…
Ora da moglie, e non da amante, io mi
allontano dall’uomo che ho sposato, non mi limito a criticarlo, per poi
continuare a viverci insieme ed illudermi che sia qualcosa di diverso, ne
prendo le distanze e chiedo il divorzio, oltretutto per colpa, avendo diritto,
altresì, all’annullamento del matrimonio stesso per “errore sull’identità e
sulle qualità essenziali del coniuge”.
Lascio alle amanti l’illusione di
poterlo cambiare e farlo diventare un uomo probo e retto, che non è mai stato
dalla nascita, lascio alle amanti gli occhiali rosa che gli servono per vederlo
come un compagno ideale, lascio alle amanti il compito di difendere tutte le
sue malefatte, o di minimizzarle, lascio alle amanti l’infingimento, e l’inganno
perpetrato per anni ed anni, sempre giustificato, lascio alle amanti il ruolo della
difesa dell’indifendibile. Io, che gli sono stata accanto per tanti anni, ho
visto chiaramente con chi mi ero sposata, evidentemente chi lo ha frequentato
distrattamente o superficialmente, solo perché attratto dall’esteriorità, (devo
dire che si presenta come un bell’uomo, estremamente affascinante) non può
emettere un giudizio reale su di lui: in coscienza io, al contrario, devo
essere leale con me stessa ed ammettere di essere stata ingannata proprio da
quell’apparenza così attraente.
La differenza tra me e le amanti è che
io non provo alcuna nostalgia, non v’è in me alcuna traccia di sofferenza anzi
mi sento finalmente serena: smettere di vivere nell’infingimento è appagante,
puoi finalmente guardare la realtà diversamente e costruirti una visione del
mondo scevra da scempiaggini e mistificazioni; soprattutto non devi più
difendere l’indifendibile.
Certo è stato un momento difficile, la
presa di coscienza, del resto lo è sempre, ma aprire gli occhi è il solo modo
per vedere: alcuni ci metteranno più tempo, altri non li apriranno mai.
L’illusione e la nostalgia offuscano i
sensi e non costituiscono alcuna visione politica, inoltre contribuiscono a
costruire falsi parametri interpretativi.
Leggere la storia senza offuscamenti è
il primo passo, tutto è scritto per chi sa leggere.

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