«Uomini siate, e non pecore
matte,
sì che 'l Giudeo di voi tra
voi non rida!»
Dante Alighieri, Paradiso, canto
V.
Una giornata, potenzialmente complessa
da affrontare, mi si è presentata davanti. Una pioggia scrosciante scivola sui
tetti che compongono il mio panorama abituale, il cielo plumbeo e carico di nubi
scure incombe sopra le colline in lontananza, eliminando ogni variazione
prospettica. Eppure, nonostante questa dinamica immobilità, il vivere seguirà
il suo corso, il fare si tradurrà in gesti imprescindibili, che mi porteranno
fino al compimento del giorno, senza troppe variazioni sul tema.
Il capovolgimento dei parametri
meteorologici è stato graduale, dandomi il tempo di elaborare il cambiamento, ma
resta la difficoltà di rinunciare a quel sapore di estate che le splendide
giornate, che avevano caratterizzato la settimana precedente, mi avevano
lasciato impresso nella mente.
Trovare un algoritmo che possa
portarmi ad un impiego del tempo funzionale all’essere si prospetta più arduo
anche a causa di uno stato di salute, momentaneamente, non ottimale.
Piccole ritualità quotidiane si
sommano le une alle altre originando un fare ordinato e composito, nulla di
imprescindibile in vista, l’essere nel mondo non mi avrebbe richiesto alcuna
partecipazione attiva, questo è un giorno di passaggio.
Essere nel mondo facendo in modo,
per quanto è possibile, di non essere del mondo vuol dire non farsi catturare
dalle dinamiche, a geometria variabile, propagandate dal sistema, non farsi
coinvolgere dalle distrazioni di massa organizzate, chiamarsi fuori da tutti i
fatti che compongono questa potente realtà fantasma. Questo è il solo modo che
abbiamo per cogliere l’essenza di quest’epoca opaca e misera che spinge la
massa verso l’abbeveratoio della costruzione di una realtà asfittica, un
trogolo che in troppi, che credono di essere antisistemici, non disdegnano, si
immergono nei fattarelli, ci sguazzano dentro, proponendo letture ardite di scempiaggini
per stolti.
Come tanti ignavi danteschi,
corrono dietro a vessilli insignificanti, seguono come un gregge inerme qualsiasi
inutile bagattella propagandata da ogni tipo di social, guardano persino
ignobili programmi televisivi di dibattiti sistemici e ne parlano… La pochezza
è tutta qui.
Costoro sono i più fervidi sostenitori di quel sistema che vorrebbero combattere: si sdegnano, si indignano, si agitano, ma ci sono immersi fino al midollo e, come accade nelle sabbie mobili, più si muovono nel pantano, più vi sprofondano dentro. Nessuna prospettiva di uscirne, né per loro né per coloro che continuano a seguirli… «e gli andarono dietro felici di dover annegare»…
Il
sistema ride scompostamente di questi utili fantoccini e del loro arrancare.
Ecco costoro appartengono
totalmente al mondo, sebbene credano il contrario e, magari, sono tanto pieni
di sé da reputarsi finanche svegli o, addirittura, intelligenti.
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